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A B O U T |
La pratica Il lavoro pratico di Matteo Merla appare a prima impressione molto disordinato e disorientato, fin dai primi lavori cosiddetti Firmati si intuisce incertezza in tutti i suoi molteplici aspetti di significato cioe sia nella rappresentazione sia nei concetti sia nel modo agire... dunque e presente per assurdo gia una forte coerenza basata appunto sull’incertezza. Incertezza in tutti i suoi molteplici aspetti di significato abbiamo detto, e questo include la vita vera. Importantissimo e la visione dell’opera come riflessione di vita talvolta collettiva talvolta molto personale… quasi indecifrabile ma molto efficace, da qui si capisce l’accumulo lavorativo che conta centinaia di lavori in pochi anni. Quasi ossessivamente “colleziona” forti impressioni da qualunque parte arrivino per rigettarle letteralmente sula tela. Dice del suo lavoro: ”Ho sempre visto la pittura come un archivio, un posto tutto mio dove tenere le cose segrete, come da bambini…Non credo si possano definire belli i miei lavori, forse interessanti e utili soprattutto a me stesso. Dipingere mi rende piu riflessivo mi obbliga a fermarmi e a riflettere su un qualcosa… non importa cosa. Credo che sia questo il senso e la magia di questa parola: Arte! Sicuramente nei miei lavori c’e dell’incertezza, ma dove non c’e incertezza oggi? In una societa come la nostra dove tutto sembra come non e? … mi interessa molto il colore come sinonimo di un emozione e il segno come forza energetica, quando le due cose si incontrano in genere sono soddisfatto del risultato...” Per quanto riguarda il lato scultoreo la produzione e piu moderata ma non meno importante. Per Merla scultura si riconosce nella natura completamente. Con le varie tecniche della ceramica soprattutto col raku ritrova un forte legame spirituale all’arte. Nei “Totem” del 2003/2004 come nei “ Frammenti 1” e “Frammenti 2” che vanno dal 2004 al 2007 e molto forte il tema dell’uomo – natura che poi incrocera un altro elemento quale e l’arte. Arte come pensiero, arte come terapia e perché no, arte come oggetto a questo si riferisce principalmente il lavoro di Matteo Merla. |